Selezione naturale
La Race to Hell 2026 elimina più di metà dei partenti nella Spartan e consacra ancora una volta tecnica, lucidità e costanza
Giunta alla sua ottava edizione, la Race to Hell di Rapolano Terme conferma senza mezzi termini la sua natura estrema. Quattro giorni durissimi tra le montagne a cavallo tra le province di Siena e Arezzo, con piloti provenienti da tutta Europa pronti a misurarsi in una delle competizioni più selettive del panorama continentale.
Per chi ancora non la conoscesse, la specialistica italiana è una competizione di navigazione GPS a tempo, dove è possibile scartare il peggior risultato dei quattro giorni di competizione. Un format che sulla carta potrebbe sembrare “gestibile”, ma che nella realtà pretende lucidità costante, capacità di interpretazione della traccia e grande padronanza tecnica. Navigazione e abilità trialistiche sono fondamentali non solo per puntare alla vittoria, ma semplicemente per arrivare in fondo.
Divisi in tre categorie – Spartan (la più estrema), Cross Country e Side by Side – questi veri “eroi” del quad si sono dati battaglia a colpi di gas tra colpi di scena, sorpassi e inevitabili rotture tecniche. A rendere tutto ancora più selettivo ci ha pensato il meteo: le abbondanti piogge dei giorni precedenti hanno trasformato molti tratti già insidiosi in autentiche trappole di fango e pietra viscida, enfatizzando ogni punto critico del percorso e complicando la vita di tutti. Il dato che più fotografa la durezza dell’edizione 2026? Dei 33 partenti nella Spartan, soltanto 12 sono riusciti a concludere la gara.
Spartan
Nella categoria regina, la più tecnica e massacrante, la gara ha premiato costanza, freddezza e capacità di gestione. Dopo una qualifica chiusa apparentemente in sordina al…
Il resto dell’articolo sulla Race to Hell 2026 lo trovi su Moto4 n°192 marzo/aprile 2026 o in edicola dal 10 marzo o in digitale cliccando qui




