GQB: Linea Sottile
Alla Race to Hell esiste sempre una linea sottile. È quella che separa il controllo dall’errore, la lucidità dall’eccesso di fiducia, la soddisfazione dal ritiro. Non la vedi, ma la senti. E basta un attimo — una scelta di navigazione sbagliata, un passaggio affrontato con troppa decisione, un dettaglio tecnico sottovalutato — per oltrepassarla. Il Gruppo Quad Brescia quest’anno l’ha vissuta tutta, quella linea.
Tre piloti, tre categorie, tre storie diverse. Un ventunesimo posto in Spartan, un nono costruito con maturità nella Cross Country, un settimo nella Side by Side. Numeri che raccontano solo in parte ciò che significa affrontare quattro giorni così. Perché alla Race to Hell non conta solo quanto vai forte, ma quanto riesci a restare lucido quando tutto intorno diventa più difficile.
Per Andrea Arrighi la Spartan è casa: la categoria che non perdona. Il mezzo era pronto, l’assistenza organizzata, il set-up curato nei dettagli. “Quest’anno eravamo preparati bene dal punto di vista tecnico. Il quad era a posto, avevamo tutto quello che serviva. Su quello eravamo tranquilli”. Ma alla Race to Hell la tecnica da sola non basta. Il meteo ha reso tutto più estremo. “Fango, viscido, pioggia continua. In quelle condizioni cambia completamente la gara. Non è solo una questione tecnica: diventa fisica”. La Spartan 2026 è stata più dispendiosa del previsto e contro piloti abituati a quel ritmo il margine si assottiglia in fretta.
I giorni più duri sono stati giovedì e venerdì. Tra i passaggi che gli sono rimasti impressi c’è il “Macedone” affrontato al contrario: pietra insidiosa, salite che sull’asciutto sembrano quasi semplici ma che con l’acqua diventano tutt’altro. “Col bagnato cambia…
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