Born to be hard
Dalla base di serie alla configurazione estrema: tecnica e scelte mirate per vincere
Un tempo su queste pagine capitava spesso di incontrare il test di un veicolo preparato; oggi, con il mondo quad racing un po’ ridimensionato, non è così comune avere tra le mani un quad dedicato alle gare. Stiamo parlando della versione X xc dell’Outlander 1000R della canadese Can-Am e del suo pilota, Andrea Arrighi.
Andrea si è avvicinato al mondo racing da poco e ha partecipato ad alcune edizioni della Race to Hell, a una Hunt the Wolf in Romania e al Rally d’Albania lo scorso anno, conquistando la vittoria nella categoria quad. Abbiamo quindi pensato bene di carpire parte del segreto del suo successo provando il suo ATV e descrivendone tutte le piccole e grandi modifiche apportate per giungere al traguardo, sia in gare di estremo come la Race to Hell, sia in quelle di lunga percorrenza come i rally.
Partiamo dalla base: il veicolo è il Can-Am Outlander 1000R nella versione X xc, declinazione già pensata per il cross-country. Motore Rotax V-Twin da 976 cc e 91 CV, trasmissione CVT con freno motore elettronico, differenziale anteriore Visco-4Lok e sospensioni FOX Podium rappresentano una base tecnica già molto evoluta. Ma tra una configurazione “sportiva di serie” e un mezzo da competizione estrema c’è una differenza sostanziale.
Telaio e sospensioni
La trasformazione dell’Outlander di Andrea parte dalla base più importante: il telaio. Nelle competizioni estreme le sollecitazioni sono continue e violente, e il telaio originale – pur robusto – non è pensato per sopportare per ore carichi torsionali ripetuti, impatti e peso aggiuntivo. Per questo motivo sono stati inseriti tubolari di rinforzo all’interno dei longheroni originali, irrigidendo la struttura dall’interno…
Il resto dell’articolo sul test preparato del Can-Am Outlander 1000R X xc lo trovi su Moto4 n°192 marzo/aprile 2026 o in edicola dal 10 marzo o in digitale cliccando qui




