L’istinto si affina
Lo Yamaha Grizzly 700, nella versione EPS SE, resta fedele a una formula ampiamente collaudata, ma interviene su uno degli elementi più importanti nella guida: il servosterzo elettronico
Nel segmento mid-size, il Grizzly 700 continua a seguire una strada tutta sua. Non partecipa alla corsa alle cilindrate, non cerca di impressionare attraverso la tecnologia e non cambia identità a ogni aggiornamento. Yamaha lo ha costruito attorno a un interasse contenuto, al monocilindrico da 686 cc, alla trasmissione Ultramatic e alla capacità di mantenere un grande controllo su tutti i terreni, perfezionando nel tempo questa impostazione senza stravolgerla.
Per il 2026 l’intervento più importante riguarda il servosterzo elettronico, che riduce lo sforzo al manubrio e migliora la precisione nei passaggi lenti. Lo abbiamo provato durante l’escursione organizzata in Val di Lima da Yamaha Europe, Yamaha Italia e Val di Lima Offroad, su un percorso completo e selettivo.
Design
Yamaha ha lasciato sostanzialmente invariata un’immagine ormai immediatamente riconoscibile. Il Grizzly conserva proporzioni raccolte, parafanghi pronunciati e una parte anteriore alta e massiccia, dominata dai gruppi ottici inseriti nella carrozzeria e dai robusti tubi del portapacchi.
Non è un design recente e non prova neppure a sembrarlo: comunica solidità, protezione e funzionalità, lasciando poco spazio agli elementi puramente decorativi. La versione EPS SE si distingue per la colorazione Dusty Blue.
Il contrasto con le parti nere della carrozzeria, della sella e dei portapacchi alleggerisce visivamente l’insieme, mentre i cerchi in lega da 14 pollici e gli pneumatici Maxxis Zilla da 27 pollici riempiono bene i passaruota e rafforzano l’immagine di un quad pronto ad affrontare i terreni più impegnativi. La posizione di guida conserva l’impostazione tipica del Grizzly, con la sella relativamente
Il resto dell’articolo sul test del Yamaha Grizzly 700 EPS SE lo trovate su Moto4 n°195 settembre/ottobre, in edicola dalla prima settimana di settembre, oppure in digitale cliccando qui




